Tendenze mood Primavera/ Estate 2021

Le ultime sfilate della PE 2021 hanno saputo dimostrare come anche in un momento di timore e forti incertezze per il futuro sia possibile portare nel quotidiano un po’ di meritata spensieratezza e gioia di vivere.

Con atmosfere suggestive e scenari accattivanti, le collezioni introduco ai mood più di tendenza per la prossima stagione. Quali saranno? Lo sveliamo di seguito!

1.  Sporty Preppy

Tonalità allegre, frizzanti e dal tocco femminile rinnovano la palette del mood “Sport Preppy”, strettamente connessa allo sportswear. Anche nella PE 2021 questo tema gioca un ruolo fondamentale, ma accanto ai capi d’abbigliamento iconici dello stile sportivo e casual trovano il loro spazio dettagli femminili di tutt’altra provenienza.

Felpe, top atletici, pantaloni ciclista e joggers si alternano a leggerissimi veli, pizzi decorati, stampe floreali, gonne svolazzanti, frappe e balze, in un idilliaco mix & match che orna gli abiti e ne modella i volumi.

2. Natural Femininity

L’unione di femminilità e naturalezza da origine ad un altro mood che è stato fortemente presente sulle passerelle della PE 2021, denominato “Natural Femininity”. I rimandi ad un’eleganza del passato sono riscontrabili nella palette cromatica che spazia dai polverosi toni del rosa cipria a candidi panna.

Anche i tessuti e le lavorazioni intendono riportare in luce l’antico savoir faire artigianale e lo fanno con crochet a effetto vedo-non vedo, stampe a fiori dall’aspetto vintage e merletti che rievocano un’epoca lontana. La sottile sensualità infine è data dalle trasparenze dei tessuti più leggeri, indispensabili anche per sottolineare l’aspetto più bucolico dello stile.

3. Fresh Holidays

Stampe, colori vivaci e rimandi ai grintosi anni ‘90 sono ciò che meglio identifica la tendenza “Fresh Holidays”. Una vera e propria vacanza lontano dalla città dove l’allegria e la spensieratezza delle vacanze estive si traducono in tonalità accese, fantasie coloratissime e tessuti lucidi.

La palette di riferimento prende in esame sia toni eccentrici come l’arancio, il fuchsia e il blu elettrico che nuance pastello e decisamente più delicate, ad esempio il lilla o il verde menta. Questa alternanza di accenti cromatici da vita a un mood fresco e spensierato, ideale per incarnare uno spirito estivo e vacanziero che fa sempre tendenza.

4. Functional Formality

Il passaggio tra il rigore dell’inverno e il lieve risveglio primaverile viene interpretato nel mood “Functional Formality” attraverso una palette seriosa punteggiata da tocchi di colore freschi e vivaci.

Il codice dell’abbigliamento d’ufficio per eccellenza, fatto di capi dall’impeccabile taglio sartoriale e di impronta maschile, si fonde armoniosamente con dettagli provenienti dal mondo dello sportswear, creando una bilanciata unione che definisce una delle principali tendenze del nuovo millennio.

Tendenze Colori Primavera/ Estate 2021

Terminate le ultimissime sfilate, sono emersi i principali colori moda primavera/ estate 2021, tra classici senza tempo e proposte di tendenza.

Cosa ci aspetta dalla prossima stagione? Ve lo racconto attraverso la mia analisi delle passerelle relative alle più recenti Fashion Week!

1.  Timeless Evergreen

Grandi classici come il Brillant White, un bianco ottico in grado di donare purezza ed estrema raffinatezza ai capi, anche nella prossima stagione non accenna a scomparire.

Il suo candore viene intervallato da tinte scure e intense, come il Moonlit Ocean Jet Black, indispensabili per rendere onore all’eleganza dei look eleganti da sera.

2. Ginger Bread

Le tonalità neutre dalle sfumature terrose vengono tradotte sui tessuti per trasmettere comfort e corposità ai capi.

Tra queste nuance spiccano il Sand Dollar e il Sandstone, utilizzate nelle collezioni della P/E 21 per abiti freschissimi e gonne vaporose.

3. Chinese Porcelain

Il seducente High Risk Red è senza dubbio il colore più vitale e carismatico visto nelle ultime sfilate.

Che sia solo per un dettaglio o per il total outfit, questa decisa tonalità sa come imporsi nel guardaroba della donna più audace e provocante.

4. Tropic Flower

Romanticismo e raffinatezza si declinano nel delicato Salmon e nel frizzante Hot Pink, un rosa shocking dall’energico twist vibrante.

Quest’ultimo, grazie alla sua carica iper-femminile, emerge nella palette per la sua briosità, manifestando un elogio al quel sottile femminismo che oggi fa tanto tendenza.

5. Yellow Sunshine

Il fiorire della primavera e l’alba di un nuovo giorno sono le atmosfere che hanno ispirato i capi dalle delicate sfumature giallo pallido, primi tra tutti il Mellow Yellow e il Yellow Cream.

Queste tonalità introducono una tendenza fatta basata sulla contrapposizione tra atmosfere eteree e la forte carica energica di un sole estivo.

6. Flash Green

Gli accenti di colore passano anche attraverso altre note squillanti, come il Classic Green, un verde del tutto primaverile che profuma di spensieratezza.

Ad accompagnarlo non manca il Bud Green, una nuance dalle sfumature naturali che ben si abbina ai colori della terra.

7. Turmeric Tea

I toni speziati saranno fortemente presenti nelle tendenze primavera/ estate 2021.

Tra di essi si distingue il color Bright Marigold, una sfumatura aranciata che ricorda le fragranti nuance della curcuma.

8. Pacific Waves

Le calme onde del mare agli albori dei mesi estivi ispirano un altro dei colori moda della prossima stagione.

Il Placid Blue, rilassante e armonioso, va a braccetto con il suggestivo Eggshell Blue, una tonalità dal nome evocativo che trasmette subito la voglia di vacanze e serenità.

Tendenze colori e tessuti A/I 2021- 22

Ispirazioni del sottobosco, tinte naturali, contrasti di bianco e nero ravvivati da tocchi di rosso intenso, quali altre tendenze ci attendono per l’autunno/ inverno 2021- 22?

Tra i principali macro trend emersi ne abbiamo individuati quattro che differiscono per forme, atmosfere e palette cromatiche.

1. Eclectic World- Aviator

L’immagine di antiche fabbriche americane unita a uno spirito libero e selvaggio è il punto di partenza ispirativo che ha dato il nome a Eclectic World- Aviator.

La prima tendenza introdotta ci catapulta immediatamente in un affascinante immaginario newyorkese tipicamente anni Cinquanta. Nulla a che fare però con il fantomatico American Dream o con il perbenismo della media borghesia: questo mood infatti è caratterizzato da rimandi sportivi che profumano di modernità, totalmente contestualizzati nell’epoca attuale. Questo tema è liberamente ispirato ai canoni dell’abbigliamento tradizionale dei piloti, arricchito però da grintosi dettagli in pelle provenienti dal settore utility. Non mancano i rimandi all’universo vintage, riscontrabili nelle calzature che ricordano quelle utilizzate nella boxe e in accessori come le borse rubato al mondo del bowling. Di conseguenza la palette cromatica presenta toni vissuti caldi e avvolgenti, definito principalmente da sfumature sature peculiari della stagione autunnale.

2. Formal gamer

Il perpetuo conflitto tra la vita d’ufficio e i videogiochi rappresenta l’immagine che ha dato origine ad un’altra tendenza, quella denominata Formal Gamer.

Il guardaroba “da ufficio”, composto da tagli sartoriali precisi e forme rigorose, si anima dirigendosi verso una realtà quasi surreale. Giacche oversize che durante gli anni Novanta dettavano legge all’interno degli uffici e delle passerelle tornano a gran voce ma con un’influenza tutt’altro che ordinaria. Le stampe eccentriche e caleidoscopiche che tanto ricordano le grafiche dei videogiochi di quel periodo entrano a far parte di questo impeccabile mondo così razionale con un twist decisamente singolare. Le tonalità del tema viaggiano su due binari paralleli che si incontrano in una palette dove i grigi sartoriali vengono punteggiati da pennellate di lilla brillante, azzurro e verde.

3. Spiritual Naturalist

I travolgenti profumi che pervadono la natura hanno fornito l’ispirazione per il tema Spiritual Naturalist, la tendenza più romantica tra quelle presentate.

La visione delicata e ovattata di una femminilità antica si rivela in una dimensione intima e personale, attraverso l’immagine di un piccolo rifugio, uno spazio dedicato al solo individuo. Una bellezza così eterea non poteva che essere tradotta nei fiori, simbolo di grazia per eccellenza tra stampe realistiche e fotogrammi impressi su tessuti leggeri e impalpabili che, con una lieve pennellata, tracciano le sagome sui capi o decorano gli accessori. La palette cromatica non potrebbe che prendere in considerazione tutte quelle tonalità tipiche di una femminilità aggraziata più che mai: nuance che spaziano dal color carne a tocchi di pesca passando per il gustoso ciliegia, vanno a esplorare tutta la gamma dei rosa con romanticismo e un pizzico di seduzione.

4. Feminine Master

Il tema che prende il nome di Feminine Master fa la sua introduzione parlando di una pelle sensibile pronta per borchie e grandi catene.

È all’interno di questa tendenza che si animano tutti i dettagli più sensuali rubati dal mondo della lingerie, come raffinate bralette di pelle decorate da cinghie e borchie dall’aspetto aggressivo. Il carattere grintoso di questi capi viene però mitigato da una nota più dolce e delicata, simbolo di un classicismo femminile, e lo fa attraverso impalpabili piume, guanti e abiti con inserti in pizzo, intervallati da stampe dai temi oscuri. Nella palette spicca indubbiamente un intenso color mora, che lascia spazio però all’aggiunta di tonalità sensuali come il nero o il blu profondo.

 

Daze Innovation

In un momento di incertezza come quello che si sta vivendo da qualche mese a questa parte, risulta inevitabile il desiderio di evadere verso una realtà sognante e illusoria. Questo fenomeno è fortemente riscontrabile nei giovani consumatori che, meno abituati a fronteggiare le difficoltà, cercano rifugio in un universo parallelo. Attraverso le recenti esperienze che introducono novità sempre più evolute all’intero della vita di tutti i giorni, la stabilità emotiva e i cambiamenti qualitativi nella quotidianità sembrano essere gli aspetti di maggior interesse.

Questa tendenza si fonda quindi sul desiderio di scappare in una dimensione irreale, ispirata alla cultura dei salotti francesi del XVIII secolo. Qui, al riparo dalle minacce esterne, è possibile focalizzarsi su attività speciali come l’espansione di un mondo intellettuale attraverso piccoli raduni, l’esplorazione di atmosfere surrealistiche e la ricerca al senso della vita.

Per creare uno stile unico e completamente libero vengono utilizzati tessuti inusuali, ad esempio i velluti dal sapore retrò, i velour e alcuni abbaglianti materiali metallici. I tessuti che meglio rappresentano questo trend sono il taffeta lucido e il pizzo arricchito da un tocco di classico romanticismo.

Per quanto riguarda la palette cromatica essa spazia da toni spaziali come l’arancione brillante e il lilla vivace a nuance dall’aspetto vintage, ad esempio il verde annerito o l’oro metallico dalle sfumature volutamente invecchiate.

Recycle Innovation

Riciclo e riutilizzo, questi sono i due punti cardine sui quali si basa il terzo trend presentato per la stagione futura. In un momento storico dove la concezione di possesso perde valore in virtù di un nuovo modo di intendere la condivisione e il second-hand, anche i gusti del consumatore cambiano.

Perché si parla di innovazione del riciclo? La crescente importanza che viene attribuita al concetto di riuso ha portato a riesaminare il valore di ciò che un tempo veniva inevitabilmente scartato o buttato via. Basti pensare al fenomeno del consumismo di massa o di tutti gli scarti di produzione che venivano semplicemente sprecati perché considerati superflui.

Al posto di una produzione spesso esagerata e priva di alcun senso, l’industria della moda si sta sempre più focalizzando sull’eredità del passato. Di pari passo la comunicazione tra passato e presente emerge attraverso la rivisitazione degli storici archivi delle aziende, rappresentando una tendenza di spicco e totalmente attuale.

Nei mesi prossimi mesi si assisterà a un gran ritorno dei filati melange utilizzati per la presentazione di completi da uomo, mentre i motivi a quadretti ereditati dal guardaroba classico si imporranno come un must have al quale sarà impossibile sottrarsi. Dall’altro lato i jacquard dal fascino vintage sembrano essere stati riaggiornati in una versione più fresca e contemporanea, mentre il tweed viene espresso in diverse varianti di colori in tinta unita.

E a proposito di colori, in un’atmosfera dai tratti retrò come quella descritta le tonalità di spicco spaziano dal marrone neutrale al rosso romantico, passando però per toni rubati al guardaroba maschile come il verde oliva o il grigio medio.

De’ Innovation

Il tema della sostenibilità è davvero vasto, tanto da essersi allargato fino alle innovazioni delle tecnologie più all’avanguardia. La denominazione “De’ Innovation” vuole rappresentare l’evoluzione dello sviluppo moderno (dal termine inglese development, tradotto letteralmente come sviluppo).

Questo trend, così attuale e ben collocato all’interno dell’epoca in continua evoluzione nella quale viviamo, incarna il connubio perfetto tra design tecnologico ed emozionale, indicando la direzione intrapresa dalla moda contemporanea.

Analizzando più a fondo questa tendenza si può intuire come lo sviluppo di biomateriali eco-friendly stia continuando, insieme all’evoluzione di una tecnologia indossabile che ha portato alla creazione di tessuti intelligenti finalizzati a garantire il benessere fisico di chi li indossa.

Di pari passo la produzione di materiali attraverso stampanti 3D ha iniziato a farsi sempre più seria, tanto da rendere sfocato il sottile confine tra maglieria e tessuti. L’inevitabile conseguenza non potrebbe che essere una rivalutazione dell’importanza espressiva, ora enfatizzata più che mai.

Le innovazioni avanguardistiche riportate nel settore fashion vogliono inoltre sottolineare la pura leggerezza dei materiali sintetici e i finissaggi tecnologici del nylon, mentre come capi chiave si distinguono i materiali in latex, le trapuntature e i piumini sottili resi funzionali dai continui aggiornamenti e sviluppi rivoluzionari.

I colori per questo stile? Non potrebbero che prendere in considerazione le nuance più brillanti e spaziali dell’universo cromatico, come il blu futuristico e il giallo lucido, smorzati infine da tonalità più neutre come il porpora intenso o il rosa pesca.

Vegan Innovation

Si tratta ormai di una responsabilità più che di una scelta quella di portare avanti uno stile di vita indirizzato al veganesimo. Non solo per quanto riguarda l’alimentazione, il vegan lifestyle sta ormai toccando tutti gli aspetti della vita quotidiana!

E anche in questo caso la moda gioca un ruolo fondamentale, sì ma come?

Partiamo subito dalle fondamenta: il concetto che sta alla base della moda vegana prevede un completo abbandono di qualsiasi prodotto di origine animale. Allo stesso modo con il movimento cruelity-free, l’industria della moda si è prefissata obbiettivi quali un sistema circolare sostenibile che scommette su zero emissioni di carbonio, su un minor spreco dell’acqua e su un riutilizzo di svariati materiali e scarti naturali. Con un accento sulle fibre naturali incentrato su morbidi mohair e cashmere, si stanno ampiamente diffondendo anche la pelle vegana e la pelliccia ecologica. Come capo chiave di questo stile viene proposta una maglieria confortevole, mentre le fibre riciclate, rayon e Tencel in primis, vengono utilizzate per svariati articoli di moda.

E per concludere non potrebbero mancare i colori, il vero punto di forza di ogni collezione!

Il trend denominato come Vegan Innovation punta tutto sui toni del marrone sfumati col nero e sui colori terrosi, così come sul grigio melange e su tutte le nuance del giallo.

Moda 2021: quale sarà la prossima tendenza? Ecco una breve introduzione.

Inutile negarlo, quello del cambiamento climatico è una delle tematiche più discusse e analizzate degli ultimi tempi. Non a caso durante il World Economic Forum del 2020 proprio questa è stata la questione globale più trattata, occupando il 60% degli argomenti di discussione. È emerso infatti che gli estremi eventi meteorologici uniti all’inquinamento atmosferico, la seria carenza d’acqua e la presenza di un virus mortale stiano minacciando l’umanità come mai prima d’ora.

Di fronte a una situazione di questo tipo l’unica soluzione sembra risiedere nella sostenibilità, divenuta ormai un’inevitabile teoria di sopravvivenza!

E in che modo ha reagito l’universo della moda? Dal materiale grezzo alla manifattura, le invenzioni sostenibili sono entrate a far parte di ogni settore della filiera produttiva, valorizzando tessuti eco sostenibili che abbattono ogni convenzione. Di pari passo, anche la passione per il riciclaggio si sta sempre più affermando e anche nei consumatori finali si sta insinuando l’interesse a perseguire valori etici che vadano oltre al semplice possesso.

Accanto a questa meticolosa attenzione a materiali eco e tessuti riciclati, l’innovazione basata sulle moderne tecnologie come l’intelligenza artificiale si sta espandendo anche nel settore fashion, con strumenti volti a tracciare l’intero percorso produttivo di un materiale permettendo di sviluppare anche la parte dedicata al biodegradabile.

Partendo da tutti questi presupposti il 2021 non potrebbe che iniziare con un entusiasmante viaggio verso un nuovo ecosistema circolare.

Nei prossimi mesi le tendenze saranno incentrate su innovazioni tecnologiche sostenibili, creative e basate su un nuovo concetto di umanità, con lo scopo di poter soddisfare le aspettative del cliente proponendo una moda fresca e amica dell’ambiente.

 

E quindi quali saranno i principali trend che vedremo nei negozi durante i prossimi mesi? Continua a seguire i mio blog e rimani aggiornata, a breve ti svelerò tutti i dettagli!

La moda ai tempi del coronavirus: come la pandemia ha stravolto un’industria

Era la fine di febbraio quando anche in Italia si è sentito parlare concretamente per la prima volta dell’emergenza COVID19, un virus ancora sconosciuto che già in Cina aveva sconvolto un’intera nazione. Da quella data così memorabile la vita degli italiani è gradualmente ma drasticamente cambiata: chi da un momento all’altro ha dovuto abbandonare il lavoro d’ufficio per spostarsi sullo smart working casalingo, chi si è ritrovato alle prese con uno stile di vita del tutto nuovo e chi ancora ha dovuto rinunciare all’affetto dei famigliari perché divisi da confini geografici. Fin dai primi di marzo tante sono state le industrie e le attività commerciali forzate ad abbassare le saracinesche in virtù del #iorestoacasa, un nuovo modo di vivere le giornate considerato come l’unica arma vincente per fronteggiare insieme l’emergenza del contagio.

Ma in tutto ciò questa pandemia che effetto ha avuto sulla moda?

Il settore fashion è uno dei fiori all’occhiello dell’economia italiana e l’imposizione della chiusura ha causato miliardi di perdite e danni alle aziende più importanti così come ai singoli artigiani. Se nel Belpaese il lockdown è arrivato solo ai primi di marzo, nelle provincie cinesi l’aria di crisi e di sconforto per il blocco totale si respirava già dall’inizio del nuovo anno.

Primi segnali dalla Cina

Confermata come una delle più grandi potenze economiche a livello mondiale, la Cina è leader indiscussa di quasi tutti i settori di produzione, quello della moda in primis. Dai più celebri colossi di fast fashion (H&M o il gruppo Inditex, giusto per citarne un paio) fino ad arrivare a rinomati stilisti, la filiera produttiva non può che passare dalle aziende cinesi, dove i costi del tessile, della manifattura e del lavoro in generale è decisamente inferiore rispetto agli standard occidentali. Ma con la repentina chiusura delle fabbrica tutto questo processo è stato inevitabilmente interrotto: i marchi europei hanno quindi dovuto studiare un piano d’allarme improvviso, non sempre conveniente a loro, per poter combattere contro l’emergenza e riuscire a portare a termine le loro collezioni. L’effetto del coronavirus però è incessante, ed ecco che dopo poco più di un mese anche in Italia arriva un nuovo decreto legge, che impone la chiusura di tutte le fabbriche anche nel nostro territorio. Che fare quindi? Con il blocco totale delle attività produttive il mercato della moda cade letteralmente in ginocchio, ed è difficile anche solo immaginarsi una ripresa.

Calendario di fashion show e fiere rivisitato completamente

Una Settimana della Moda anomala quella che si è svolta alla fine di febbraio. Un po’ per l’assenza di buyer cinesi, che da sempre ricoprono un ruolo di punta nel panorama della moda italiano, ma anche per la scoperta del primo caso di contagio in Lombardia il 21 febbraio, nel pieno svolgimento dell’evento. Inutile dire che l’atmosfera che poteva che essere pervasa da diffidenza, insicurezza e tanta, tanta inquietudine. Dal canto loro alcuni tra i più importanti imprenditori del fashion system (vedi Giorgio Armani) hanno deciso di annullare le loro sfilate dal vivo promuovendo una nuova versione del tutto online e digitalizzata. Successivamente numerosi altri stilisti hanno intuito l’emergenza della situazione e hanno così a loro volta optato per una presentazione delle nuove collezioni visibile solo dal web, in modo che anche la Cina, già in pieno lockdown, vi potesse assistere, grazie anche al progetto “China, we are with you”.

La conseguente reazione a catena è giunta solo qualche settimana dopo: la Camera Nazionale della Moda Italiana ha fatto slittare le sfilate di giugno a settembre, in concomitanza con la Settimana della Moda e anche la Fédération de la Haute Couture et de la Mode francese ha deciso di annullare le presentazioni previste nella capitale a luglio.

A risentire di questa oltraggiosa ondata però sono anche i saloni e le fiere di settore. Il tanto atteso appuntamento milanese del Salone del Mobile e del Fuorisalone, che si dovevano tenere in Aprile, sono stati inizialmente riprogrammati a giugno per poi essere definitivamente annullati. Stesso discorso vale per le numerose fiere del tessile o delle tendenze, tra le quali spiccano Milano Unica o il Pitti, costrette anche loro a ripianificare le tempistiche e riformulare il calendario.

Dopo il successo del progetto “China, we are with you” di febbraio, a luglio si svolgerà la prima Milan Digital Fashion Week indetta dalla Camera Nazionale della Moda Italiana per promuovere le collezioni uomo e donna che non hanno potuto sfilare secondo i tempi previsti.

Sarà la fine dei fashion show dal vivo e l’inizio di una nuova era solo digitale?

Chiusura dei negozi in tutto il territorio italiano

Una delle prime e inevitabili conseguenze è la chiusura di tutti i negozi al dettaglio, che in Italia avviene già dal 12 marzo. Addio quindi alle belle vetrine che proprio in quel periodo stavano iniziando a colorarsi con le nuove uscite primaverili, e al desiderio di comprarsi quell’elegante abito nuovo che chissà quando si sarebbe potuto indossare. Ma in quel preciso momento a soffrirne maggiormente non sono stati tanto i cittadini comuni che hanno dovuto accantonare la loro voglia di shopping, quanto i commercianti. Proprio loro, che avevano investito parte del budget negli acquisti per la stagione primavera/ estate, ora vedono sfumarsi tutte le possibilità di guadagno.

Tanta paura, infiniti dubbi e nessuna certezza: come andrà a finire? Questa sembra l’unica domanda ridondante nelle menti di ogni italiano. Anche dall’estero purtroppo il feedback non è dei più positivi: i numerosi buyer abituati a comprare in Italia, hanno rinunciato agli acquisti o addirittura annullato gli ordini già emessi. Così facendo sia aziende che negozi si ritrovano con i magazzini strabordanti di merce invenduta consapevoli che, qualora non ci fosse una riapertura in tempi brevi, tutti i loro investimenti saranno andati perduti per sempre.

La moda italiana però non si arrende e cerca in tutti i modi di rialzarsi, trovando strategie differenti per adattarsi alla nuova situazione. In molti hanno provato ad organizzarsi con la vendita online, considerata la via di shopping del nuovo millennio, proponendo notevoli sconti anche sulle collezioni attuali. Ma l’e-commerce può davvero sostituire i negozi fisici? Indubbiamente non potrà mai essere paragonato al rapporto umano, all’interazione che si stabilisce tra cliente e commerciante così come all’esperienza fisica di godersi una passeggiata tra le vie dello shopping. Dai dati raccolti inoltre emerge che per un italiano non ha particolarmente senso investire soldi in acquisti d’abbigliamento: con l’obbligo di rimanere in casa a chi verrebbe voglia di comprarsi qualcosa di nuovo?

Da non trascurare poi l’importanza di tutto il sistema logistico, in parte anch’esso messo a dura prova dalla pandemia. Magazzini con orari dimezzati e personale ridotto, ordini da smaltire, consegne rallentate e spese di trasporto molto più ingenti, sono solo alcuni dei problemi ai quali la logistica viene inaspettatamente sottoposta.

A sentire maggiormente il peso della situazione sono soprattutto le piccole boutique o i negozi indipendenti che, per mancanza di incassi e avendo i magazzini pieni di merce invenduta, si son visti costretti a rinunciare agli ordini per la stagione futura. È risaputo però che la moda sia un fenomeno stagionale e con l’assenza di una collezione autunno/ inverno presente nei negozi le prospettive per il futuro non sono di certo tra le più rosee.

Cassa integrazione e licenziamenti: la parola dei lavoratori

Non solo titolari e dirigenti d’impresa, anche i lavoratori dipendenti vengono messi a dura prova dall’emergenza COVID19. Passa poco tempo dalla chiusura delle attività che in molti si ritrovano in cassa integrazione, ma più i giorni passano e meno la situazione migliora, così molte aziende devono licenziare parte del personale perché, a fronte della crisi improvvisa, non son più in grado di sostenere i costi per pagare gli stipendi dei loro dipendenti.

A suscitare scalpore è stata anche la decisione da parte del colosso di fast fashion H&M che in Italia ha chiuso ben 8 punti vendita, tra i quali i due storici di Milano in via Torino e Corso Buenos Aires. Anche i lavoratori autonomi e i freelancer però non se la passano meglio: per molti di loro il lockdown ha significato la perdita del lavoro e, non avendo un’azienda alle spalle che possa garantire un minimo di certezza, le preoccupazioni per il futuro sono all’ordine del giorno. Per non parlare poi degli stilisti emergenti o dei giovani creativi, che proprio ora stavano cercando di farsi strada nel mondo del lavoro. Alcune ricerche affermano che per loro la ripresa nel settore della moda potrebbe avvenire tra parecchi mesi, ma un’altra prospettiva che affiora, ben meno piacevole ma purtroppo realistica, è quella di una mancata riapertura.

La moda non si arrende: la reazione dei marchi e delle aziende

Da questa prima descrizione sembrerebbe proprio che la pandemia non porterà a nulla di positivo. Determinare quindi la fine assoluta di un capitale così importante come quello della moda? No, nessuno vuole crederci e i brand non si arrendono facilmente. Una delle principali peculiarità di questo settore e di chi ci opera dall’interno è proprio la resilienza, ovvero la capacità di contrastare i momenti di crisi in maniera ottimistica, adeguandosi alle esigenze che il nuovo stile di vita richiede. L’esempio lampante arriva dalle principali aziende leader del sistema che, dopo aver interrotto la produzione delle loro collezioni, convertono i dipartimenti tessili nella fabbricazione di mascherine, camici e guanti protettivi. Ma non è solo questa improvvisa riconversione l’unico gesto benefico: i marchi di moda, gli stilisti, così come anche le celebrities e gli influencer si adoperano subito per far fronte all’emergenza con donazioni agli ospedali più colpiti e a tutto il sistema sanitario nazionale.

I brand cambiano volto e si adeguano al nuovo lifestyle

La situazione di pandemia, fino ad ora sconosciuta, ha portato i cittadini di tutto il mondo a porsi domande esistenziali, forse trascurate troppo a lungo in precedenza. Cosa è davvero necessario e cosa invece non lo è? Inoltre, quali sono i veri valori da tenere in considerazione? Questi interrogativi sono stati innanzitutto intesi su larga scala, rivalutando la salute, gli affetti e i casi di estrema necessità, ma è poi stata applicata anche a tutto ciò che riguarda i consumi per così dire secondari, come l’abbigliamento e gli accessori. Se per mesi la gente comune ha trascorso la propria quotidianità indossando tute e pigiami, con la graduale riapertura dei negozi al dettaglio la voglia è sicuramente quella di concedersi qualche ora di shopping, anche se non nel modo in cui erano abituati. Come cambieranno infatti i consumi nell’epoca post-Coronavirus? Impossibile stabilirlo ora, ancora troppo presto, ma una questione appare già certa: negli italiani si è instaurata una nuova scala di valori, che non vede più il futile tra le priorità ma che punta tutto sull’acquisto di prodotti mirati, spesso artigianali e a favore di un benessere fisico. E se questa è la richiesta, i brand di moda non possono che assecondarla e dar finalmente vita a una nuova riorganizzazione della filiera che si svolgerà in maniera più sostenibile e a ridotto impatto ambientale.

Per diffondere e promuovere questa nuova filosofia, la pubblicità insieme alle campagne di marketing e comunicazione giocano il ruolo di punta. Alcuni marchi hanno già intuito che in questi tempi la necessità non è tanto quella di sponsorizzare nuovi prodotti quanto quella di divulgare un messaggio sull’insieme di valori che li rappresenta. I clienti quindi non saranno più attratti da un paio di scarpe alla moda o da un abito all’ultimo grido ma indirizzeranno i loro acquisti verso scelte sostenibili che possano garantir loro l’ottima qualità dei prodotti e una maggiore durata nel tempo.

Un cambiamento decisamente drastico che ha sconvolto e continuerà a influenzare lo stile di vita di intere generazioni. Dai momenti di crisi però nascono sempre anche conseguenze positive e un grande ritorno al Made in Italy potrebbe rivelarsi una delle armi vincenti che potrebbe risollevare e dar nuova vita all’intramontabile impero della moda italiana.

Afro style, che passione!

E’ passato quasi un anno dal mio viaggio in Kenya.

Di quel viaggio potrei raccontare tantissime cose, dalle esperienze vissute a stretto contatto con il popolo Masai agli spettacolari tramonti mozzafiato, senza tralasciare tutti i colori, i sapori e i profumi tipici di quella terra incontaminata.

Ma oggi voglio soffermarmi su uno dei ricordi più materiali che ho portato con me: un incantevole tessuto wax stampato!

Ho impiegato giorni a trovare quello che facesse per me, lo desideravo colorato ed elegante, che mi facesse ricordare l’Africa ma senza distanziarmi troppo dal mio stile italiano, e soprattutto che fosse unico e introvabile. Alla fine, dopo lunghe ricerche ecco che al City Market di Nairobi lo vedo ed è amore a prima vista!

Tornata in Italia posso finalmente mettermi al lavoro e inizio a pensare al modo migliore per rendere onore a questo prezioso tesoro che mi sono a fatica aggiudicata.

E ora, ecco il risultato, o meglio i risultati!

Due varianti di gonna, una mini e l’altra più lunga, che profumano d’Africa ma si sposano con le tendenze europee, perfette per chi, come me, ama sentirsi in viaggio pur rimanendo nella propria città.